viviamo l’unità

                        una grande famiglia di cristiani appartenenti a chiese diverse

                        prega con te creando unità

                                               la terza domenica di ogni mese

 

Quest’anno ascolteremo l’invito all’unità dell’autore della Lettera agli Efesini

 

 “Egli infatti è la nostra pace, colui che ha fatto dei due una cosa sola, abbattendo il muro di separazione ... per creare in se stesso dei due un solo uomo nuovo ... per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo per mezzo della croce... ”( Ef 2,14-16)

 

            In una sintesi retrospettiva l’autore della Lettera ci mette di fronte a due mondi divisi e ostili: i circoncisi, cioè gli appartenenti al popolo d’Israele, e gli incirconcisi, cioè i pagani, definiti i lontani, esclusi dall’alleanza e dalla speranza messianica (vv. 11-13); fra i due c’era un muro di separazione, costituito dalla legge intesa come osservanza di leggi e prescrizioni (v. 15). Ma con Cristo (“ora invece”: v. 13), e precisamente per effetto della sua morte, è abolita la differenza fra lontani e vicini e quella che era la speranza degli ebrei deportati lontani dalla patria (Is 57,19) è diventata di tutti. Perché?

            “Infatti” (v. 14) Cristo, versando il suo sangue, è diventato la “nostra pace”: termine con grandi reminiscenze, che significa la pienezza di ogni bene messianico; il messia sarà il “principe della pace” (Is 9,5), anzi, Dio stesso sarà la pace del suo popolo (Mic 5,4). Tutto ciò si realizza in Cristo, ma in una maniera nuova e radicale, considerata come nuova creazione (v. 15). Prima di tutto è reso inefficace e inconsistente ciò che costituiva il fondamentale muro di separazione fra i due mondi, cioè la legge intesa come osservanza di prescrizioni e decreti e sintetizzata in forma simbolica nel segno della circoncisione. L’accesso a Dio è ora aperto dalla croce.

            La croce è la fonte della riconciliazione con Dio di tutti, ebrei e pagani; da qui nasce la riconciliazione reciproca fra gli uomini. Tutto ciò non è frutto di aggiustamenti o di un assorbimento di uno nell’altro: è una creazione nuova (v. 15) dalla quale nasce un uomo nuovo, unico: è qui inteso in senso ecclesiale ciò che Paolo applicava al singolo cristiano definito nuova creatura (2 Cor 5,17); i due popoli, riconciliati con Dio, formano un solo corpo (v. 16). Solo questa riconciliazione rende possibile l’accesso al Padre (vv. 17-18). In questo senso Cristo è “nostra pace”: riconciliando entrambi con Dio nella croce, li ha riconciliati fra loro. E’ questa la via della riconciliazione.

(da "In Dialogo...sulle orme di Francesco")