Luterani. A luglio l’Assemblea mondiale sul tema “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”

Conclusa a Bratislava la Consultazione dei luterani europei

Roma (NEV), 24 marzo 2010 - Migranti, giustizia alimentare, ordinazione femminile, unità della chiesa. Sono questi solo alcuni dei temi di cui si è discusso durante la Consultazione preparatoria delle chiese luterane europee (Bratislava, Slovacchia, 13-17 marzo) in vista della XI Assemblea generale della Federazione luterana mondiale (FLM), in programma per il prossimo luglio a Stoccarda (Germania). I 67 partecipanti, ospitati dalla chiesa evangelica di confessione augustana della Repubblica Slovacca, hanno così definito le priorità del loro contributo all'assise dei luterani mondiali.

Nell'ultima giornata di lavoro ampio spazio è stato dato al documento di riconciliazione tra luterani e mennoniti, elaborato dal consiglio della FLM lo scorso ottobre e assunto dai partecipanti dell'incontro di Bratislava. “Guardare al passato è triste e doloroso”, ha affermato il pastore Sven Oppegaard riferendosi alla persecuzione subita nel XVI secolo dal movimento anabattista dei mennoniti ad opera (non esclusiva) dei luterani. “Un dolore che è ancora più profondo se si pensa che le motivazioni della persecuzione erano argomentate teologicamente”, ha aggiunto Oppegaard che fino al 2006 è stato assistente segretario generale del dipartimento per gli affari ecumenici della FLM. Il documento esprime “un profondo senso di rincrescimento” e chiede perdono “a Dio e ai nostri fratelli e sorelle mennonite” non solo per le persecuzioni del tempo della Riforma ma anche per il ritratto caricaturale che nei secoli successivi i luterani hanno dato dei mennoniti, tanto a livello accademico che popolare.

Tra gli altri temi presenti in un documento finale approvato dai partecipanti, compare la giustizia alimentare, un tema che sarà centrale nell'Assemblea di luglio il cui titolo riprende la richiesta del Padre Nostro “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”. Su questo tema, i partecipanti sono stati unanimi nell'affermare che la fame nel mondo dipende da “ingiusti sistemi e strutture economiche. Come cristiani europei – si legge nel documento finale – riconosciamo di essere mancanti in molti modi, incluso lo spreco delle risorse e l'aver tollerato uno spirito di avidità e di mancanza di cura per gli altri. Ci pentiamo per il ruolo che abbiamo avuto nell'infrangere le relazioni tra il Creatore e la creazione, il Salvatore e i salvati”.

Cenni storici sulla comunità luterana di Roma

A Roma i luterani sono presenti sin dall'inizio del XIX secolo, all'epoca ancora stato pontificio. Fu il segretario della Legazione di Prussia presso la Santa Sede ad ottenere il via libera per celebrare i culti che tuttavia si dovevano svolgere in un quadro privato. Il primo culto evangelico si tenne il 9 novembre 1817, in occasione del trecentenario della Riforma, nell'abitazione del Segretario di Legazione, Christian von Bunsen, in piazza dell'Aracoeli alle pendici del Campidoglio. Poco dopo l'imperatore Federico Guglielmo III, re di Prussia, su richiesta della stessa comunità, fece inviare un pastore all'ambasciata romana, Heinrich Schneider, il primo ministro di culto evangelico a Roma, che prese servizio dal giugno 1819. Fu questa la base per il graduale espandersi della piccola comunità internazionale di lingua tedesca a Roma. Nel 1823, nella sede della Legazione prussiana, al pianterreno di palazzo Caffarelli sul Campidoglio, fu istituita una cappella, dove per circa 100 anni furono celebrati i culti della comunità luterana.

Con la fine del dominio pontificio e con la piena libertà di religione e di culto garantita con l'unità d'Italia, la comunità evangelica romana si sviluppò ulteriormente potendo finalmente uscire dalla sua condizione di semiclandestinità. Tant'è che il pastore presso l'ambasciata promosse la prima “Conferenza annuale dei pastori di lingua tedesca in Italia“ che si riunì a Roma nel 1880.

Raccolte di denaro per la costruzione di una chiesa evangelica tedesca a Roma furono organizzate in Germania già a partire dal 1890. A questo scopo nel 1894 fu fondato il “Comitato evangelico tedesco per Roma”, che nel 1899 permise di acquistare un lotto all'angolo di via Toscana con via Sicilia, dove sarebbe sorta la chiesa. Nell'agosto del 1909 un regio decreto di Vittorio Emanuele III concesse l'autorizzazione ad edificare e il 2 giugno 1911 fu posta la prima pietra. Tuttavia, lo scoppio della prima guerra mondiale rinviò l'ultimazione dei lavori, giunti già a buon punto, e non permise l'inaugurazione della chiesa programmata per il 1917, in occasione delle celebrazioni del quattrocentenario della Riforma. L’inaugurazione della “Christuskirche” ebbe luogo il 5 novembre 1922.

La chiesa in stile neobizantino - costruita secondo la concezione architettonica guglielmina propria dell'epoca - è opera dell'architetto Franz Schwechten (1841-1924), autore anche della Kaiser-Willhelm-Gedächtnis-Kirche di Berlino. Dalla Germania arrivarono gli arredi: il fonte battesimale e il pulpito sono di Magdeburgo, l'altare proviene da Erfurt. Fiore all'occhiello della chiesa sono però le campane di bronzo fatte sul modello di quelle della “Schlosskirche” di Wittenberg, dove nel 1517 il riformatore Martin Lutero affisse le sue 95 tesi. Durante la Grande Guerra, nel 1917 furono fuse a scopo di armamento, ma per l'inaugurazione del 1922 furono rifatte tali quali.

Oggi la chiesa di via Sicilia è guidata dal pastore Jens-Martin Kruse ed è composta da circa 350 membri (www.ev-luth-gemeinde-rom.org). (n. 10/2010)